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La rivolta dei sacchetti ortofrutta biodegradabili

La rivolta dei sacchetti ortofrutta biodegradabili

 

La rivolta dei sacchetti ortofrutta biodegradabili

Sapevamo già da questo autunno (qui il precedente articolo), che dal primo gennaio 2018 sarebbe entrato in vigore il provvedimento che rende obbligatorio l’utilizzo di materiale biodegradabile e compostabile anche per i sacchetti leggeri nei reparti ortofrutta, macelleria ecc.

Ci eravamo lasciati con alcune domande, alcune senza una risposta, e ci ritroviamo adesso di fronte alla realtà.
Questa novità ha suscitato non poche polemiche tra i consumatori: siamo di fronte alla rivolta dei sacchetti.

Tantissime testate giornalistiche e blog si stanno occupando del caso in questi giorni, ed anche fonti ufficiali come i Ministeri dell’Economia e della Sanità si sono pronunciati con note e chiarimenti.
Per questo motivo, abbiamo deciso di dare un contributo diverso, creando una piccola raccolta FAQ sulla questione.

FAQ SACCHETTI ORTOFRUTTA BIODEGRADABILI
A PAGAMENTO

  1. In cosa sono diversi questi nuovi sacchetti?
    A differenza di quelli impiegati fino al 31 Dicembre 2017, i nuovi sacchetti sono biodegradabili e compostabili.
    Questo vuol dire che si possono smaltire completamente senza che rilascino sostanze inquinanti o pericolose.
    Inoltre, devono essere prodotti con almeno il 40% di materiale riciclato (percentuale che salirà, per step, nei prossimi anni).
  2. Perchè sono a pagamento?
    Il divieto di cedere i sacchetti ortofrutta biodegradabili in modo gratuito, come prima avveniva, è sempre in un’ottica ecologica.
    L’obiettivo del provvedimento, infatti, è ridurre l’inquinamento legato all’uso di buste in plastica, ed imporre un prezzo, seppur piccolo, fa assumere ai consumatori un comportamento più consapevole nei confronti dell’oggetto.
    E’ inutile negare che prima, molti clienti prendevano al supermercato una quantità di sacchetti da portar via e da utilizzare per altri scopi, proprio perchè questi venivano ceduti gratuitamente dai negozi!
  3. Posso riutilizzare i nuovi sacchetti ortofrutta biodegradabili?
    Sì, come per le shopper biodegradabili acquistabili in cassa, ormai divenute cosa comune, il sacchetto può essere riutilizzato per contenere i rifiuti della categoria “umido”.
    Ammesso che, una volta arrivati a casa, sia ancora integro!
  4. Posso portare da casa dei sacchetti invece che prenderli al reparto?
    Sì, è possibile. Ma, questi sacchetti dovranno essere nuovi e monouso, quindi non è consentito mettere gli articoli, ad esempio, in un sacchetto biodegradabile precedentemente utilizzato per lo stesso scopo.
    In pratica, bisognerebbe acquistare un rotolo di sacchetti da portarsi dietro per la spesa. Tralasciando la poca comodità di questa operazione, i costi sarebbero molto superiori all’acquisto della merce usando il sacchetto del supermercato.
  5. Quanto inciderà questa nuova spesa sulle nostre tasche?
    Dai conteggi effettuati dall’Osservatorio Assobioplastiche, il provvedimento dovrebbe portare un rincaro sulla spesa  pro capite dai 4,00 ai 12,00 euro circa all’anno.

rivolta dei sacchetti ortofrutta 1

rivolta sacchetti ortofrutta 2

Ortofrutta, pescheria, macelleria: sacchetti a pagamento dal 01 gennaio 2018

Ortofrutta, pescheria, macelleria: sacchetti a pagamento dal 01 gennaio 2018

 

Ortofrutta, pescheria, macelleria:
sacchetti a pagamento dal 01 gennaio 2018

Nelle scorse settimane è stata approvata una legge che modifica i requisiti dei sacchetti leggeri fino ad oggi utilizzati nei reparti dei supermercati. Dal primo gennaio 2018, dovranno essere sostituiti con buste biodegradabili e non sarà più possibile cederli gratuitamente.

Sacchetti a pagamento: quali?

sacchetti a pagamento nei supermercati

Tutti i prodotti acquistati al banco nei supermercati, ad esempio nel reparto macelleria, pescheria ed ortofrutta, sono prelevati direttamente dal cliente o ricevuti dal banconista avvolti in un sacchetto di plastica.
Da gennaio 2018 queste buste dovranno rispettare dei precisi standard, e saranno quindi biodegradabili, compostabili, composte dal 40% di materia proveniente da fonti rinnovabili (quota che salirà al 60% nel 2021).
Tutti dovranno rispettare lo standard internazionale UNI EN 13432 e per questo motivo necessiteranno di una certificazione da parte di enti accreditati.
Oltre a questo, dove necessario, le buste dovranno essere dichiarate idonee al contatto con gli alimenti.

La norma, però, prevede che questi sacchetti dovranno essere ceduti solo a pagamento, come già avviene per le shopper che si trovano in cassa.
Non sono state fornite motivazioni a supporto di quest’ultimo aspetto, e ci sono quindi dei malumori tra i consumatori: le nuove buste dovrebbero costare ai supermercati circa 2 centesimi al pezzo, il prezzo al cliente finale non è ancora certo.

Sacchetti a pagamento: ci sono alternative?

La prima soluzione che viene in mente è quella di utilizzare buste e sacchetti portati direttamente dal cliente.
Questa ipotesi, però, presenta alcuni problemi: sacchetti in carta come quelli utilizzati per il pane, o shopper biodegradabili, non sono trasparenti. Il controllo sulla tipologia di prodotti acquistati diventerebbe quindi difficile, se non impossibile, per l’operatore in cassa. Inoltre, utilizzare buste di materiali e grandezze differenti dal tipo standard offerto nel supermercato, rappresenta un problema in termini di taratura da usare per la pesata.

Un’ altra opzione potrebbe essere quella di ridurre il numero di sacchetti a pagamento utilizzati, inserendo prodotti diversi nella stessa busta. Per fare questo, dovremmo però eseguire pesate separate per ottenere i giusti scontrini per ciascun prodotto, ad esempio melanzane e pomodori.

In alcuni casi, inoltre, si potrebbe apporre lo scontrino direttamente sul prodotto: pensiamo ad esempio ad un melone o ad una noce di cocco.
Questa soluzione, però, potrebbe essere adatta solo a prodotti che vanno consumati eliminando la buccia e che hanno delle dimensioni sufficienti per lo scontrino.

In ogni caso, i supermercati saranno chiamati a definire un proprio regolamento in merito, ed i consumatori dovranno quindi attenersi a quello.

UTILITA’:

Comunicato Assobioplastiche

 

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