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Sempre parlando di controlli ufficiali: cosa verifica l’Ispettorato Del Lavoro?

Sempre parlando di controlli ufficiali: cosa verifica l’Ispettorato Del Lavoro?

 

Torniamo a parlare dei controlli ufficiali, ossia delle visite ispettive che gli organi competenti svolgono nelle aziende per verificare la conformità con gli obblighi di legge, reprimere le violazioni e se possibile prevenire problematiche future.

In un precedente articolo, pubblicato qualche anno fa,  avevamo fatto una panoramica delle attività ispettive svolte dalle Autorità nelle imprese del settore alimentare: concentriamoci invece ora sulle attività di vigilanza svolte dagli ufficiali dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL).

COSA FA L’ISPETTORATO NAZIONALE DEL LAVORO?

Come riportato anche nel sito ufficiale, l’INL è un’Agenzia posta sotto la vigilanza del Ministero del Lavoro che svolge diversi servizi, come ad esempio:

  • rilascio autorizzazione impianti di videosorveglianza e altri strumenti di controllo
  • rilascio provvedimenti di congedo di maternità anticipato
  • rilascio abilitazione all’esercizio per i Consulenti del Lavoro

Volendo ipersemplificare, potremmo dire che questo Istituto ha competenza su tutto ciò che ruota intorno alla sfera del lavoro soprattutto quando si parla di regole e diritti necessari a rendere conforme il rapporto tra lavoratori e imprese.

E’ evidente quindi che, tra le attività di vigilanza (quindi controllo e verifica) svolte sul territorio, ci sia non solo quella sui contratti di lavoro applicati nelle imprese ma anche quella in materia di salute e sicurezza dei lavoratori (tra l’altro estesa a tutti i comparti lavorativi e non più solo al settore edile, dalla Legge 215/2021).

Non bisogna però fare confusione: i controlli in azienda per le questioni legate alla sicurezza dei lavoratori non sono affidati solo all’INL, infatti anche il Servizio Prevenzione delle ASL (da non confondere con il SIAN o il Servizio Veterinario), i Vigili del Fuoco e l’INAIL svolgono attività di vigilanza in materia.

COSA CONTROLLA L’ISPETTORATO DEL LAVORO DURANTE L’ISPEZIONE?

Come premesso gli Ispettori INL si concentrano sulle questioni che orbitano intorno alle condizioni del lavoro, cioè:

  • esistenza e rispetto dei contratti di lavoro per i dipendenti (tipologia, orario, mansione…)
  • sussistenza delle condizioni di sicurezza per i lavoratori (corretta valutazione dei rischi, avvenuta formazione obbligatoria, effettuate visite mediche, utilizzo dei corretti DPI)

Anche se quindi gran parte di questi aspetti sono dimostrabili “sulla carta” (presenza di contratti, attestati, certificati medici…) non bisogna pensare che il controllo sia unicamente burocratico. Nell’ambito dell’ispezione gli ufficiali visiteranno l’ambiente di lavoro e parleranno con i lavoratori, in modo da comprendere la realtà che hanno di fronte e così da verificare anche la coerenza tra ciò che viene dichiarato e ciò che accade nella realtà.
Qualora ci siano difformità o criticità saranno presi provvedimenti, se necessario anche segnalando e chiedendo l’intervento di altri Organi Competenti (ad esempio i Vigili del Fuoco).

COSA BISOGNA FARE DURANTE IL CONTROLLO?

Purtroppo un po’ di timore e diffidenza sono reazioni abbastanza naturali in queste circostanze, anche perchè non capitano tutti i giorni e tantissimi lavoratori e imprenditori trascorrono anni senza farne esperienza diretta, ma come sempre la cosa migliore è cercare di mantenere la calma per poter collaborare nel migliore dei modi.

Gli Ispettori ovviamente non entrano in azienda per danneggiare qualcuno, devono invece eseguire delle verifiche per tutelare il rispetto della legge e soprattutto i diritti di ognuno di noi durante il lavoro. Purtroppo la difficoltà a fare prevenzione è tristemente sotto gli occhi di tutti, dato che la cultura della sicurezza non è ancora radicata nel nostro sistema nonostante l’Italia sia un paese moderno, e quindi ancora oggi l’attività degli Ispettori spesso è di tipo repressivo.
Questo però non significa che i controlli avvengono solo dopo una segnalazione o un infortunio, e quindi non bisogna dare per scontato che l’accesso in azienda degli ispettori porti necessariamente a sanzioni, denunce ecc.

E’ sempre possibile chiedere informazioni durante le attività ispettive per capire bene cosa stia succedendo, è molto utile prendere nota di tutto quanto viene chiesto e visionato durante il controllo, specialmente se questo avviene in presenza di una persona che non sia il Titolare dell’impresa.
Abbiamo anche la possibilità di chiedere che venga messa a verbale un propria dichiarazione o commento su aspetti che si ritengono rilevanti (ad esempio per una memoria difensiva futura) o eventuali anomalie o irregolarità di comportamento che riteniamo di aver individuato durante l’ispezione.

Al termine di ogni attività ispettiva viene sempre rilasciato il verbale, ossia la descrizione di quello che è avvenuto e di cosa eventualmente seguirà, ad esempio la richiesta di esibire ulteriori documenti o le sanzioni previste per le violazioni riscontrate.

Piccola nota a margine: dato che le normative sono complesse e le cose da tenere sotto controllo sono tante, se state pagando un consulente per essere aiutati a gestire la materia, durante i controlli chiamatelo!! Certo non potrà tirare fuori dal cilindro documenti che non esistono o sanare in quel momento situazioni mai gestite, ma saprà sicuramente agevolare la comunicazione e lo svolgimento del controllo stesso.
Ovviamente chiamatelo anche quando va tutto bene perchè sentirsi dire “abbiamo avuto l’ispezione ed è tutto in ordine” farà piacere anche a lui!

SICUREZZA SUL LAVORO, STRETTA SUI CONTROLLI E LE SANZIONI

SICUREZZA SUL LAVORO, STRETTA SUI CONTROLLI E LE SANZIONI

 

Con la legge 215/21 dello scorso 20 Dicembre il Governo ha deciso di stringere la morsa sulle imprese che non rispettano le misure di prevenzione e protezione, anche sulla scia dei tanti incidenti spesso gravissimi o mortali che ogni giorno purtroppo ancora si verificano.
Le novità introdotte determinano da una parte un incremento dei controlli sul territorio e dall’altra un inasprimento delle sanzioni in caso di violazioni.

MODIFICHE ALL’ ARTICOLO 18 DEL TESTO UNICO

Questo articolo tratta gli obblighi del Datore di Lavoro, e le modifiche determinano la possibilità di sanzione (compresa la sospensione dell’attività) per i casi di “omessa vigilanza”. Inoltre non sarà prevista alcuna tolleranza per la mancata elaborazione del Documento Valutazione dei Rischi (2.500 €) e per la mancata formazione ed addestramento del lavoratore (300 € per ciascun lavoratore privo).
Ricordiamo su questo ultimo punto che la formazione va completata entro 60gg dall’inizio del rapporto di lavoro per tutti i lavoratori senza distinzione di mansione, paga, tipologia o durata del contratto.
Anche il lavoro nero sarà duramente punito, con la sospensione dell’attività e l’impossibilità di stipulare contratti con le PA per tutto il periodo della sospensione, quando ci sia il 10% della manodopera irregolare.

 

INCENTIVATA E SEMPLIFICATA LA SORVEGLIANZA DELLE AUTORITA’ SUL TERRITORIO


E’ stato esteso il potere di vigilanza all’ Ispettorato del Lavoro, che affiancherà quindi i tecnici del Dipartimento di Prevenzione delle ASL nelle attività di controllo in azienda per tutti i settori lavorativi.
Sempre a questo scopo verranno assunti nuovi tecnici della vigilanza antinfortunistica nell’Ispettorato e Carabinieri per la tutela del lavoro, così da consentire una maggiore capillarità dei controlli.
 

NUOVO RUOLO DEL PREPOSTO PER LA SICUREZZA

 
La figura del preposto, già prevista nel Testo Unico, viene ulteriormente definita e ampliata nella sua importanza. Questi lavoratori dovranno infatti sorvegliare e intervenire concretamente per correggere i comportamenti non conformi alle procedure di sicurezza eventualmente messi in atto dai colleghi, correggendo e istruendoli per prevenire qualsiasi forma di infortunio o malattia associata con il lavoro che potrebbe sopraggiungere nel tempo. A questo ruolo sono infatti associate responsabilità precise in caso di inadempienza, con imputazioni che possono arrivare non solo dalla violazione delle norme ma anche per lesioni o omicidio colposo.
Il preposto dovrà quindi essere individuato (e formato) quando il Datore di Lavoro non può assicurare la sorveglianza continuativa sulle lavorazioni, ad esempio per motivi di orario o in caso di imprese con diverse sedi o reparti. Naturalmente è necessario che il preposto sia un lavoratore che possieda capacità professionali e ruolo gerarchico adatti al ruolo.
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