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IL LEGNO IN CUCINA: PERICOLO, DIVIETO… O TABU’ ?

IL LEGNO IN CUCINA: PERICOLO, DIVIETO… O TABU’ ?

 

Il legno ha affiancato generazioni intere, ha aiutato i nostri nonni a creare quella che chiamiamo “tradizione”, ed oggi, come un testimone, è parte del nostro presente. Abbiamo imparato a conoscerlo fino a poterlo impiegare nella preparazione, nell’imballaggio, nella conservazione e nel trasporto degli alimenti. Tuttavia, nonostante negli anni non ci abbia mai deluso, le sue proprietà igienico-sanitarie sono messe in discussione a causa delle caratteristiche naturali che possiede, ossia assorbimento e porosità.

Spesso e volentieri quando lo si trova in cucina o nelle sale dei ristoranti o dei laboratori di produzione alimentare, viene considerato sporco e poco igienico, e quindi l’operatore è accusato per il mancato rispetto dei requisiti igienico-sanitari.

Due problemi del legno: scarsa normativa e pregiudizio

Anche se il legno è incluso nei MOCA (materiali a contatto con gli alimenti), la sua scarsa normativa ne penalizza l’utilizzo e quindi ne aumenta il pregiudizio. Esso è infatti un materiale naturale e complesso, con caratteristiche diverse in base alla pianta dalla quale proviene, e non tutte le specie sono state analizzate e valutate nelle norme.

Abbiamo però i risultati di numerose prove scientifiche che ci mostrano una conclusione inaspettata, ossia il fatto che il legno possieda naturalmente una serie di proprietà igieniche che lo rendono adatto al lavoro nel settore alimentare.

Una maggiore consapevolezza circa queste evidenze consente:

  • alle autorità competenti di effettuare controlli più mirati
  • agli operatori del settore alimentare di lavorare con più serenità essendo consapevoli che non stanno infrangendo la legge
  • ai consumatori di gustare le pietanze proposte su un bel tagliere in legno senza preoccuparsi delle implicazioni sanitarie

Le valutazioni scientifiche

Il legno è un materiale naturalmente complesso che ha la capacità di interagire con il cibo come qualsiasi altro materiale.

Partendo dal presupposto che non esiste il materiale perfetto che risponda contemporaneamente ai requisiti di idoneità igienico-sanitaria, di comodità e di logistica, è essenziale conoscere le qualità proprie della materia per valutarne la compatibilità con l’uso.

Per decidere se un materiale sia idoneo o meno si devono valutare:

  • il tipo di alimento con cui andrà a contatto
  • la superficie e il tempo di contatto,
  • le condizioni operative come temperatura e umidità

In questo modo è possibile capire se ci siano criticità a livello microbiologico (permanenza di microbi pericolosi sul materiale), fisico (distacco di particelle che possono finire nel cibo causando ferite o soffocamento nel consumatore) o chimico (migrazione di sostanze nocive o capaci di alterare il sapore dall’oggetto all’alimento)
Per questo motivo, si è confrontato il legno con altri materiali normalmente impiegati per lo stesso scopo, come l’acciaio o la plastica.

Dal punto di vista microbiologico, i risultati mostrano che gli altri materiali, a pari condizioni di lavoro, di pulizia, sanificazione e disinfezione, con le stesse specie di microrganismi e a pari condizioni di temperatura e umidità, al termine delle prove, non risultano essere più “puliti” del legno. 
Tra l’altro, oltre che mostrare simili caratteristiche igieniche, il legno presenta un naturale effetto antibatterico, rendendolo per certi versi anche migliore degli altri materiali testati.

Per quanto riguarda il pericolo chimico, ovviamente il legno destinato al contatto con gli alimenti non deve essere trattato con sostanze nocive nè appartenere a specie vegetali che contengono composti naturali potenzialmente indesiderati o dannosi per l’uomo. Ma fatta questa doverosa premessa, gli studi non hanno evidenziato rischi significativi legati alla possibile migrazione di sostanze chimiche indesiderate o peggio dannose, grazie anche alle modifiche che il materiale subisce durante la fase di asciugatura/essiccazione.

Sulla sicurezza legata al distacco di particelle pericolose come le schegge, infine, non ci sono grandi differenze o criticità rispetto a qualunque altro tipo di materiale duro e resistente. Ogni superficie destinata al contatto con gli alimenti deve essere ben mantenuta, facendo attenzione alla manutenzione e alla sostituzione quando necessario.

legno in cucina

Conclusioni

È vero che il legno è un materiale naturalmente poroso e piuttosto assorbente, e richiede quindi attenzione e cura nell’uso e nella gestione.
Però è anche vero che è un materiale con prestazioni comparabili ad altri e in più biologicamente attivo, e quindi le sue caratteristiche svantaggiose non sono tali da renderlo inadatto all’uso nel settore alimentare.

Una buona qualità di fabbricazione, buone pratiche di manipolazione e un’adeguata pulizia, rendono quindi il legno un materiale come un altro, adatto per la maggior parte delle applicazioni nelle imprese alimentari.

Per concludere: non esiste una legge che vieta l’uso di un determinato materiale (a meno che non si tratti di sostanze o materie palesemente nocive e pericolose), o che obbliga gli addetti di un settore a usare esclusivamente un certo materiale per la fabbricazione di oggetti (la classica frase “deve essere obbligatoriamente in acciaio”, per intenderci, non ha fondamento normativo).
Quello che la legge vieta sono le cattive condizioni igieniche, le cattive abitudini e l’uso disattento e scorretto dei materiali e degli oggetti usati nel lavoro.
Tutti aspetti che possono (e devono) essere gestiti in maniera semplice ed efficace con un valido Piano di Autocontrollo.

Fonte: FEFPEB – Féderation Européenne des Fabricants de Palettes et Emballages en Bois

Si ringrazia per il contributo la Dot.ssa Genny Mazzieri

Guida al GREEN PASS

Guida al GREEN PASS

 

L’Italia, come tutti i Paesi dell’UE per far fronte all’epidemia da COVID-19, si è adeguata alle decisioni prese dal Consiglio dell’Unione Europea.
Dal 6 agosto 2021 infatti, a seguito del regolamento europeo n. 2021/954 direttamente applicabile in ogni sua parte, è possibile accedere ad alcuni servizi e attività esclusivamente muniti di certificazione verde COVID-19, che in Europa viene chiamata EU digital COVID certificate o Green Pass.

COS’E’ LA CERTIFICAZIONE VERDE DA COVID-19?
È una certificazione digitale e stampabile, nata per agevolare la libera circolazione in sicurezza dei cittadini nell’UE durante la pandemia di COVID-19. Contiene informazioni sulla vaccinazione, sul risultato di un test o sulla guarigione del titolare ed è rilasciata esclusivamente dal Ministero della Salute.

Esistono 3 tipologie di certificato, e ognuna attesta una delle seguenti condizioni:

TIPO DI CERTIFICATOINFORMAZIONEDURATA CERTIFICATO
Certificato di vaccinazioneaver fatto la vaccinazione anti COVID-19, in Italia dopo la prima dose (valido fino alla seconda) e al completamento del ciclo vaccinale9 mesi dalla seconda dose
Certificato di testessere negativi al test molecolare o antigenico rapido, approvato dall’UE ed effettuato da operatori sanitari
(no test fai da te)
48 ore dal test
Certificato di guarigioneessere guariti dalla malattia COVID-19, dopo essere risultati positivi al test molecolare approvato dall’UE ed effettuato da operatori sanitari6 mesi dal certificato di avvenuta guarigione

I dati che contiene la certificazione verde sono:

  • Identità del titolare (nome e cognome);
  • Informazioni sul vaccino e numero di dosi somministrate o sul test molecolare o antigenico rapido o sulla precedente infezione da SARS-CoV-2;
  • Dati del certificato (codice a barre bidimensionale – QR code e codice identificativo univoco del certificato).
green pass
Fac-simile certificazione verde COVID-19 digitale
green pass
Fac-simile certificazione verde COVID-19 cartacea

PER COS’E’ RICHIESTA IN ITALIA LA CERTIFICAZIONE VERDE COVID-19?

  • Partecipazione a feste di cerimonie civili e religiose,
  • Accesso a residenze sanitarie assistenziali o altre strutture,
  • Ingresso e uscita da territori classificati in “zona rossa” o “zona arancione”,

Dal 6 agosto servirà inoltre per accedere ai seguenti servizi e attività:

  • Servizi di ristorazione svolti da qualsiasi esercizio per il consumo al tavolo, al chiuso; in caso di somministrazione all’aperto o al bancone non è richiesta la certificazione,
  • Spettacoli aperti al pubblico, eventi e competizioni sportive,
  • Musei, istituti e luoghi della cultura e mostre,
  • Piscine, centri natatori, palestre, sport di squadra, centri benessere, anche all’interno di strutture ricettive, limitatamente alle attività al chiuso,
  • Sagre e fiere, convegni e congressi,
  • Centri termali, parchi tematici e di divertimento,
  • Centri culturali, centri sociali e ricreativi, limitatamente al chiuso e con esclusione dei centri educativi per l’infanzia, compresi i centri estivi, e le relative attività di ristorazione,
  • Attività di sale gioco, sale scommesse, sale bingo e casinò,
  • Concorsi pubblici.


A CHI SI APPLICA LA CERTIFICAZIONE VERDE COVID-19?

A tutte le attività e i servizi autorizzati in base al livello di rischio della zona, in “zona bianca” ma anche nelle “zone gialla”, “arancione” e “rossa”, compatibilmente ad esigenze specifiche.
A tutte le persone che, non avendo particolari problemi di salute dichiarati dal medico, possono sottoporsi a vaccinazione.

A CHI NON SI APPLICA LA CERTIFICAZIONE VERDE COVID-19?

Ai soggetti esclusi dalla campagna vaccinale per età e per problemi di salute, tali per cui la vaccinazione possa presentare un rischio per la loro salute.
A queste persone verrà creata una Certificazione digitale dedicata e finché non sarà disponibile, possono presentare la dichiarazione di non idoneità rilasciata dal proprio medico curante. 

In Europa, quindi per viaggiare in Europa ed entrare in Italia, la Certificazione verde COVID-19 resterà in vigore per un anno dal 1 luglio 2021 al 30 giugno 2022.

OBBLIGHI E RESPONSABILITA’ DEI GESTORI

Titolari e gestori dei servizi e delle attività, sono tenuti e autorizzati a verificare che l’accesso ai servizi elencati avvenga nel rispetto delle prescrizioni previste dal Decreto-Legge 23 luglio 2021, n. 105 che integra il Decreto-Legge 22 aprile 2021, n. 52, ovvero mediante esibizione di una delle 3 tipologie di Certificazione verde COVID-19.
La verifica avviene utilizzando l’App VerificaC19, semplicemente scansionando il QR code del cliente e controllando l’esito della verifica.
La mancata verifica comporta una sanzione da € 400 a € 1000 e se la violazione viene ripetuta per 3 volte in 3 giorni diversi, l’esercizio potrà essere chiuso fino a 10 giorni.

green pass
Logo App VerificaC19
green pass
Fac-simile esiti di verifica

COME OTTENERE LA CERTIFICAZIONE VERDE COVID-19?

Il Ministero della Salute ha messo a disposizione più metodi, tutti inserendo il codice AUTHCODE, il codice fiscale e le ultime 8 cifre del numero di identificazione della tessera sanitaria:

  1. Sito internet: https://www.dgc.gov.it/web/;
  2. Fascicolo Sanitario Elettronico regionale;
  3. App Immuni e App IO;
  4. Con l’aiuto del medico di famiglia, pediatri, farmacie.

E’ OBBLIGATORIO AVERE LA CERTIFICAZIONE VERDE PER SCOPI LAVORATIVI?

Al momento no, non essendoci l’obbligo di vaccinazione anti COVID-19 e non essendoci ulteriori indicazioni in merito. 

OBBLIGATORIETA’ VACCINAZIONI

“nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge”, art. 32 della Costituzione.

Significa che, dal 1948 anno di entrata in vigore della Costituzione, si possono rendere obbligatori determinati trattamenti sanitari, ma è necessaria una legge che ne disponga motivi giustificati. Quindi, rendere un vaccino obbligatorio, che sia oggi il vaccino anti COVID-19, è perfettamente in linea coi principi della Costituzione, perciò legittimo. Ad ogni modo, non è il caso della vaccinazione da COVID-19, in quanto non è obbligatoria per legge per l’intera popolazione nazionale ma raccomandata, ad esclusione del personale sanitario i quali hanno l’obbligo, e per tutte le persone considerate non idonee per età e per motivi di salute che ne sono escluse.

Il datore di lavoro, in seguito a quanto previsto dalla Costituzione, dal D.lgs. n.81/2008 sulla sicurezza sui luoghi di lavoro e dal governo, può intraprendere diverse strade.

  1. In linea con il Protocollo nazionale del 6 aprile 2021, può mettere in atto piani aziendali che prevedono l’organizzazione di punti di vaccinazione anti COVID-19 nei luoghi di lavoro. Il lavoratore, volontariamente, avanzerà la richiesta di vaccinazione.
  2. Può raccomandare i lavoratori a sottoporsi a vaccinazione da COVID-19 presso i centri vaccinali.
  3. Può non richiedere la vaccinazione ai propri lavoratori nel caso in cui, dalla valutazione dei rischi, il rischio di trasmissione del SARS-CoV-19 non presenti un rischio per i lavoratori e non comporti problemi al normale svolgimento dell’attività lavorativa.

Nel caso in cui il Datore di lavoro abbia stabilito, di concerto con il Medico Competente, che i suoi lavoratori debbano sottoporsi a vaccinazione quale misura per l’idoneità a svolgere la mansione, e questi si rifiutino, il Datore di lavoro deve attuare misure per tutelare la salute del lavoratore in questione e degli altri lavoratori, salvaguardare il luogo di lavoro e il normale svolgimento delle attività lavorative.

Può ad esempio cambiare mansione dell’addetto, ricollocandolo in una posizione dove non ci siano rischi connessi all’assenza di copertura vaccinale.
Nel momento in cui questa misura non fosse possibile, il Datore di lavoro può decidere la sospensione del lavoratore (in quanto non più completamente idoneo allo svolgimento del lavoro), anche sospendendo l’erogazione dello stipendio.  Quest’ultima interpretazione è stata recentemente legittimata anche dal Tribunale di Roma che, con sentenza n. 18441/2021, ha ribadito i seguenti concetti:

  • quando non ci sono altre mansioni cui destinarlo, è legittima (anzi doverosa) la sospensione dal lavoro del lavoratore che, sottoposto a visita del medico di fabbrica, sia risultato non idoneo a stare a contatto con la clientela perché non sottoposto al vaccino Covid-19. Non essendoci la prestazione lavorativa è altrettanto legittimo non erogargli la retribuzione
  • se le prestazioni lavorative vengono vietate dalle prescrizioni del medico competente con conseguente legittimità del rifiuto del datore di lavoro di ricevere, lo stesso datore di lavoro non è tenuto al pagamento della retribuzione (Sentenza n. 7619/1995 della corte di Cassazione)”

Il tutto rimarcato anche dal richiamo all’ Articolo 20 del Testo Unico sulla Sicurezza D.Lgs. 81/2008, che cita: “Ogni lavoratore deve prendersi cura della propria salute e sicurezza e di quella delle altre persone presenti sul luogo di lavoro su cui ricadono gli effetti delle sue azioni o omissioni, conformemente alla sua formazione, alle istruzioni e ai mezzi forniti dal datore di lavoro”.

Si ringrazia per il contributo la Dot.ssa Genny Mazzieri

FONDO PERDUTO PER NEGOZI DI VENDITA PRODOTTI SFUSI E ALLA SPINA

FONDO PERDUTO PER NEGOZI DI VENDITA PRODOTTI SFUSI E ALLA SPINA

 

E’ stato pubblicato il bando per l’apertura di nuovi negozi di vendita di prodotti sfusi e alla spina o per la realizzazione di punti vendita di prodotti sfusi e alla spina in esercizi commerciali già esistenti con particolare riferimento agli esercizi commerciali e di SAB che hanno sospeso temporaneamente l’attività a causa del Covid–19

Possono presentare domanda le micro, piccole e medie imprese commerciali di vendita al dettaglio esistenti e delle SAB esistenti.

Le spese ammissibili sono quelle sostenute a partire dal 01 gennaio 2020, riguardo: 

  • Ristrutturazione, manutenzione straordinaria di una nuova attività commerciale dedita prevalentemente alla vendita di prodotti sfusi e alla spina;
  • Ampliamento, adeguamento e sistemazione degli spazi per la vendita di prodotti sfusi e alla spina (es. corner);
  • Attrezzature fisse e mobili (es. dispencer, spinatrice) ed arredi strettamente inerenti l’attività di vendita di prodotti sfusi e alla spina
  • Spese di investimento finalizzate all’adeguamento delle imprese all’emergenza Covid-19

Il contributo a fondo perduto consiste nel 40% delle spese sostenute e riconosciute come ammissibili.

La vendita di prodotti sfusi e alla spina riguarda moltissimi prodotti, come ad esempio detergenti, alimenti e cibo per animali.

In questo caso il contributo è riservato alle realtà che trattano:

  • Alimentari: pasta, riso, cereali, legumi, biscotti, sale, frutta secca, zucchero, olio, caramelle, caffè e surgelati sfusi
  • Detersivi: di tutte le tipologie
  • Latte: crudo intero
  • Cibo per animali
  • Bevande: analcoliche (come succhi di frutta) e bibite varie, alcoliche (vini e birre)

La domanda per il contributo deve essere presentata entro il giorno 26 Luglio, secondo le istruzioni presenti nel Bando.

CONTATTACI PER MAGGIORI INFORMAZIONI
E ASSISTENZA NELLA PRESENTAZIONE DELLA DOMANDA

+39 071 9735203 
pratiche@giammariniconsulenza.com

Parliamo di Controlli Ufficiali: come funziona il sopralluogo di NAS e ASL

Parliamo di Controlli Ufficiali: come funziona il sopralluogo di NAS e ASL

 

I Controlli Ufficiali, ossia le visite ispettive da parte dei Carabinieri del NAS e dei Tecnici della ASL, fanno parte della normale vita di grandi e piccole imprese.

Periodicamente, infatti le Autorità effettuano controlli sulle imprese per verificare che il lavoro si svolga rispettando le normative vigenti.

In questo articolo ci concentriamo sui controlli nel settore alimentare, ma naturalmente anche le imprese che operano fuori dal settore food sono interessate da meccanismi analoghi!

CHI SONO I CONTROLLORI?

Parliamo di funzionari alle dipendenze di uno degli Organi adibiti appunto al controllo sul territorio delle imprese di settore.

  • Molto spesso ci confronteremo con i Tecnici della ASL (Azienda Sanitaria Locale che prende nomi diversi in base alla Regione. Nelle Marche ad esempio si definisce ASUR). Pur facendo capo alla ASL, gli ispettori potrebbero appartenere al Servizio Igiene Alimenti e Nutrizione (SIAN) o al Servizio Veterinario (SV).
  • Potremmo poi ricevere il controllo da parte del Comando Carabinieri per la Tutela della Salute attraverso i Nuclei Antisofisticazione e Sanità (N.A.S.).

  • Al Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali fanno invece capo gli addetti dell’Ispettorato centrale per il controllo della qualità dei prodotti agroalimentari e Repressione delle Frodi (ICQRF).

  • Da parte del Ministero dei Trasporti, opera il Centro di Controllo Nazionale Pesca.

  • Per questioni particolari, può intervenire altresì la Guardia di Finanza e la Polizia Locale.

 

COSA VIENE FATTO DURANTE I CONTROLLI UFFICIALI?

Le ispezioni sono volte a verificare:

  • caratteristiche dei prodotti alimentari (tipologia alimenti trattati  ingredienti utilizzati nella preparazione compresi ad esempio additivi)

  • condizioni di preparazione (caratteristiche e condizioni dei locali produttivi, concentrandosi sulle condizioni di manutenzione e pulizia sia delle strutture che delle attrezzature)

  • modalità di gestione del prodotto (etichettatura, confezionamento, tracciabilità…)
  • caratteristiche degli operatori impegnati nel lavoro (verificano se gli addetti sono opportunamente formati, se rispettano le buone pratiche di lavorazione, le precauzioni igieniche e le procedure di Autocontrollo)

  • presenza e conformità dei documenti rilevanti per l’azienda alimentare (es. Piano di Autocontrollo HACCP)

Per poter analizzare tutti questi aspetti, durante la visita gli Ispettori ci chiederanno di mostrare la documentazione, accedere ai reparti di produzione per parlare con i lavoratori e controllare le condizioni operative e igieniche.
Potrebbero anche voler eseguire dei campionamenti, ossia raccogliere del materiale da analizzare in laboratorio.

 

COME COMPORTARSI DURANTE IL SOPRALLUOGO DI NAS E ASL?

Ovviamente è scontato dire che l’atteggiamento migliore è quello che ci vede tranquilli e collaborativi verso l’Autorità, così come collaborativi e aperti all’ascolto devono essere gli Ispettori.

E’ assolutamente lecito chiedere il nominativo e la qualifica degli Ufficiali al loro arrivo (basta chiedere di vedere il tesserino) e il motivo della visita.

Non è invece lecito ostacolare i controlli ufficiali ad esempio rifiutandosi di aprire, perchè andremmo contro il potere di accesso che è conferito alle Autorità in questi casi.

E’ molto utile prendere nota di tutto quanto viene chiesto e visionato durante il controllo, specialmente se questo avviene in presenza di una persona che non sia il Titolare dell’impresa.

Abbiamo anche la possibilità di chiedere che venga messa a verbale un propria dichiarazione a commento di eventuali anomalie o irregolarità di comportamento che riteniamo di aver individuato durante l’ispezione.

 

COSA SUCCEDE ALLA FINE?

Al termine del sopralluogo, gli Ufficiali preparano un verbale dove descrivono tutta l’attività svolta. Verranno indicate non solo le generalità dell’impresa controllata, ma anche la data e l’orario di inzio e fine visita, il nome di chi è intervenuto e tutto ciò che è stato controllato.

Una copia del verbale deve sempre essere rilasciata all’impresa.

Eventuali contestazioni, salvo casi particolari che lo impediscono, vanno espresse immediatamente e saranno quindi presenti nel verbale.

Qualora ci venga notificata una contestazione di tipo amministrativo, quindi una multa, questa dovrà essere pagata beneficiando eventualmente di riduzioni quando le condizioni lo consentano.
In alternativa, se lo riteniamo necessario e opportuno, è possibile entro 30 giorni inviare scritti e documenti difensivi all’Autorità competente.
In questo caso il responsabile del procedimento, una volta analizzati tutti i documenti, provvederà a confermare la contestazione oppure ad archiviarla.

HOME FOOD E HOME RESTAURANT: SOGNO O REALTA’?

HOME FOOD E HOME RESTAURANT: SOGNO O REALTA’?

 

Il settore alimentare e tutto ciò che lo riguarda è da sempre uno dei motori della nostra economia e, diciamocelo, anche una nostra grande passione.
La grande varietà di prodotti tipici, ingredienti unici e tradizioni locali rendono infatti le specialità alimentari italiane un mondo con infinite possibilità.

In tanti si cimentano tra le mura di casa in produzioni gastronomiche, per la gioia di amici e familiari: ma è possibile farlo diventare un lavoro?

Le voci sui laboratori e i ristoranti domestici, chiamati anche Home Food e Home Restaurant, sono molte e spesso contrastanti.
Si parte da chi afferma che siano realtà nettamente vietate e si arriva a chi, al contrario, è convinto che si possano svolgere senza alcun particolare limite o percorso normativo.

La verità, come sempre, sta nel mezzo: se l’idea di trasformare la tua passione e capacità in cucina in un business ti affascina, sei nel posto giusto.

HOME FOOD E HOME RESTAURANT: UNA PREMESSA IMPORTANTE

La normativa specifica di questo settore è ancora per lo più in fase di evoluzione. Per questo motivo, oltre a tenere presenti i punti principali che valgono per tutti a prescindere, è fondamentale capire in quale Regione d’Italia risiedi.

HOME FOOD E HOME RESTAURANT: I PRIMI PASSI DA MUOVERE

La prima cosa da chiarire, è la differenza tra le due attività:

  • il Ristorante Domestico (Home Restaurant) è un’attività che prevede la somministrazione di alimenti e bevande, ossia la preparazione di pranzi, aperitivi, cene ecc che vengono serviti tra le mura di casa.
  • il Laboratorio Domestico (Home Food) rientra invece nel concetto di attività artigiana, dove i prodotti vengono preparati e confezionati per poi essere rivenduti a terzi, senza il consumo diretto dei clienti in casa.
Home Food e Home Restaurant


Quindi, procedendo con ordine:

  • verificare che in casa ci siano effettivamente gli spazi e gli allestimenti minimi necessari (Regioni diverse hanno linee guida diverse su questo punto)
  • capire bene quali tipologie di prodotti e servizi vogliamo offrire
  • organizzare gli aspetti amministrativi e fiscali confrontandoci con un Commercialista
  • effettuare le comunicazioni obbligatorie di inizio attività, la SCIA (al Comune per gli aspetti amministrativi e urbanistici) e la NIA (alla ASL per gli aspetti igienico sanitari).
  • predisporre e applicare sempre le buone pratiche igieniche di lavorazione.
    Questo aspetto non è solo di tipo comportamentale, va anche documentato con il Piano di Autocontrollo secondo il sistema HACCP
  • curare la corretta etichettatura dei prodotti che vendiamo come confezionati (torte, prodotti da forno, conserve, confetture…)
  • gestire in modo corretto tutto ciò che riguarda gli allergeni, sia nel caso di un ristorante che di un laboratorio domestico

DA NON SCORDARE MAI:

Home Food e Home Restaurant sono attività professionali vere e proprie, sebbene svolte in casa.
Creando queste micro imprese avrai la possibilità di pubblicizzare il tuo servizio e gestire in modo legale i ricavi economici, ma dovrai rispettare tutti i requisiti di qualità e sicurezza che sono propri di un’impresa. Tra questi la responsabilità legale dei prodotti che somministri e vendi, e il rapporto con gli Enti di controllo come i Tecnici della ASL o i Carabinieri del NAS.

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Regolamento UE 2021/382: modifiche ai criteri di igiene e sicurezza

Regolamento UE 2021/382: modifiche ai criteri di igiene e sicurezza

 
2021/832
2021/832
2021/832

Il 4 Marzo 2021 è stato pubblicato in Gazzetta il REG UE 2021/382, contenente modifiche al REG CE 852/2004.
Sappiamo che il Regolamento 852/2004 riguarda i criteri di igiene dei prodotti alimentari, è quindi uno dei cardini del cosiddetto “Pacchetto Igiene” che dal 2006 ha determinato per tutte le realtà del settore alimentare l’obbligo di effettuare la valutazione del rischio su cui stabilire il Piano di Autocontrollo basato sul Sistema HACCP.

Il nuovo REG UE 2021/382 si inserisce in una serie di aggiornamenti che la normativa europea sta ricevendo per modernizzare e armonizzare alcuni aspetti relativi alla gestione sicura dei prodotti alimentari.
Sono infatti in previsione nel prossimo futuro la revisione del General Food Law, ulteriori modifiche al Reg. CE 852/2004 e anche al REG. UE 1169/2011.

Quali sono quindi le novità per gli Operatori del Settore Alimentare?

  1. GESTIONE DEGLI ALLERGENI:
    contenitori, attrezzature e veicoli utilizzati per la raccolta, il trasporto, il magazzinaggio, la manipolazione e la trasformazione di prodotti con ingredienti allergenici (allegato II Reg. UE 1169/2011) non devono essere usati anche per prodotti che non contengono tali sostanze, a meno che non siano stati puliti e controllati almeno per verificare l’assenza di residui visibili.

    Con questa indicazione, certamente si vuole andare a risolvere il problema della dicitura “può contenere tracce di” a causa delle contaminazioni crociate.

  2. RIDISTRIBUZIONE DEGLI ALIMENTI
    Si potrà cedere alimenti in forma di donazione alimentare, dopo aver verificato in modo oggettivo che questi sono ancora in uno stato adatto al consumo.
  3. CULTURA DELLA SICUREZZA ALIMENTARE
    Gli Operatori del Settore Alimentare devono istituire all’interno dell’impresa una cultura della sicurezza alimentare adeguata, fornendo delle prove per dimostrarlo.
    Ci deve quindi essere l’impegno sia dei dirigenti che dei lavoratori a produrre e distribuire in modo sicuro gli alimenti, con la dovuta consapevolezza dei pericoli legati alla sicurezza alimentare.
    Si dovrà inoltre stabilire in modo chiaro ruoli e responsabilità delle persone addette al lavoro, garantire che il sistema di gestione rimanga sempre aggiornato rispetto alle modifiche operative che il lavoro subisce, che i controlli siano eseguiti puntualmente e tutta la documentazione sia sempre aggiornata.
    Infine, ma non per importanza, al personale va garantita la formazione e la supervisione adeguate.

Appare chiara dunque la volontà di fare in modo che tutte le realtà della filiera alimentare si muovano sempre di più nell’ottica di creare un sistema di gestione vero e proprio, basato su decisioni razionali e condivise da parte sia dei titolari che dei lavoratori.
Naturalmente, tenendo conto della natura e delle dimensioni dell’impresa alimentare in questione.

Cosa fare, dunque?

Il nuovo Regolamento entra in vigore il 24 Marzo 2021.
Rimanendo in attesa di eventuali note o direttive applicative specifiche che potrebbero arrivare a breve, il primo passo è verificare se nella propria impresa ci siano già i presupposti su cui integrare i nuovi requisiti.
In caso negativo, occorre mettersi in moto: non tanto per evitare multe, ma anche e sopratutto per iniziare finalmente a godere dei benefici che un Autocontrollo ben impostato comporta per l’impresa e per i consumatori.


PER APPROFONDIRE:

Regolamento UE 2021/382
HACCP, Autocontrollo e normativa

Consultazione pubblica UE in materia di salute e sicurezza sul lavoro (2021-2027)

Consultazione pubblica UE in materia di salute e sicurezza sul lavoro (2021-2027)

 

E’ attiva fino al 1 Marzo 2021 la consultazione pubblica, da parte dell’Unione Europea, in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

Per partecipare è sufficiente rispondere al questionario ufficiale, e i feedback raccolti saranno utilizzati per definire i punti di lavoro del prossimo futuro per accrescere la cultura della sicurezza nell’ambito del territorio UE.


La crisi COVID-19 ha messo in evidenza l’importanza cruciale della salute, compreso l’ambito della salute e sicurezza sul lavoro.

Questa iniziativa si basa sul precedente quadro strategico dell’UE per il periodo 2014-2020 e mira a mantenere e migliorare gli elevati standard relativi a salute e sicurezza per i lavoratori dell’UE.
Infatti, anche alla luce delle nuove circostanze che hanno caratterizzato il 2020, una efficace strategia per nuove crisi e pericoli passa attraverso l’accurata gestione della sicurezza nei luoghi di lavoro.

Questo strumento contribuirà ad individuare obiettivi chiave e definire un quadro strategico atto a incoraggiare la collaborazione tra i paesi e le parti interessate dell’UE sulle priorità comuni.

Fino al 1marzo possiamo quindi dare un contributo al futuro quadro strategico dell’UE in materia di salute e sicurezza sul lavoro per il periodo 2021-2027, nel programma Un’Unione vitale in un mondo fragile, partecipando al questionario dedicato.

In particolare, la consultazione mira a ottenere riscontro e contributi da:

  • enti pubblici nazionali o regionali attivi nel settore della salute e sicurezza sul lavoro (ministero del Lavoro, INAIL, ispettorato del lavoro, ecc.)
  • datori di lavoro ed organizzazioni dei datori di lavoro (associazioni di categoria, ecc.)
  • lavoratori ed organizzazioni dei lavoratori (sindacati, ecc.)
  • altre istituzioni o organismi dell’UE
  • organizzazioni e cittadini con un interesse o competenze nel settore della sicurezza e salute sul lavoro (istituzioni accademiche, istituti di ricerca, agenzie dell’UE, operatori del settore, enti assicurativi pubblici e privati, organizzazioni non governative ecc.)

 

CLICCA QUI PER PARTECIPARE AL QUESTIONARIO

OT23 2021: sconto sul premio INAIL

OT23 2021: sconto sul premio INAIL

 

OT23 è la sigla con cui si identifica la cosiddetta riduzione del tasso medio della tariffa per la prevenzione.

In parole più semplici, ogni azienda versa una certa cifra all’INAIL in base al proprio settore di appartenenza ed altri fattori, per ciascuno dei lavoratori impiegati.
Questa tariffa funge da quota per la copertura in caso di incidenti o malattie sul lavoro, che vengono appunto indennizzati (in toto o in parte a seconda dei casi) dall’INAIL stesso.

Quando in Azienda, oltre alle misure di sicurezza e prevenzione obbligatorie per legge, vengono messi in atto interventi migliorativi specifici, è possibile presentare il modello OT23 e richiedere una riduzione sul premio da versare.
Questo sconto può arrivare fino al 28%.

MODELLO OT23: come si può beneficiarne?

Chiaramente, come per altre cose, le Aziende più grandi e strutturate siano avvantaggiate perchè hanno maggiori risorse e sistemi organizzativi interni per poter sviluppare il Sistema di Prevenzione e Protezione andando ben oltre gli obblighi minimi di legge.

Gli sgravi del OT23 tuttavia non sono appannaggio esclusivo dell’impresa medio grande, dato che molti interventi sono alla portata anche delle realtà più piccole.

Quando si parla di prevenzione, l’invito è quello di non fermarsi mai alla mera valutazione economica momentanea.
Domandarsi “conviene adottare dei miglioramenti per ottenere la riduzione di tariffa o si risparmia di più limitando al minimo la sicurezza dei lavoratori e versando il premio INAIL intero?” non è la mentalità corretta.

Gli interventi di miglioramento non sono infatti semplici formalità finalizzate all’ottenimento di uno sconto, ma veri e propri investimenti che permettono di aumentare la qualità del lavoro e la prevenzione di infortuni e malattie.

Vuoi maggiori informazioni sul modello OT23, sugli interventi applicabili nel 2020 ed i relativi punteggi?
Lo Studio è a disposizione per:

  • rispondere alle domande
  • fornire assistenza sia procedurale che pratica nella gestione della domanda
  • valutare i possibili interventi di miglioramento e studiare le soluzioni più adatte ed efficaci in base all’esigenza aziendale
  • implementare e realizzare gli interventi di miglioramento previsti

LINK UTILI

Guida alla compilazione – anno 2020 OT23
OT23-INAIL-Interventi-2020

Regione Marche: le nuove regole per ristoranti, turismo, commercio ecc

Regione Marche: le nuove regole per ristoranti, turismo, commercio ecc

 

La giunta regionale ha approvato nella mattina di lunedì 11 Maggio una serie di protocolli per regolamentare le riaperture, nei settori del turismo, del commercio, della ristorazione e dei servizi sociosanitari.

In attesa della pubblicazione dei test ufficiali, vediamo insieme i punti salienti per sapere cosa e come fare per la riapertura del 18 Maggio.

TURISMO

REGOLE PER TUTTI GLI APPARTENENTI AL SETTORE:

  • Formazione e informazione del personale
  • Comunicazione e informazione ai clienti

ACCESSO AGLI STABILIMENTI

  • modulare gli accessi per evitare assembramenti
  • informare i clienti che possono scaricare la APP Immuni con il Wifi gratuito regionale


DISTANZA TRA OMBRELLONI

  • L’area complessivamente destinata ad ogni ombrellone non può comunque essere inferiore a 10,50 mq
  • E’ consentita la possibilità di posizionare gli ombrelloni con distanza minima di 4,60 metri nella stessa fila e 3 metri tra le file per consentire eventualmente in caso di superamento delle condizioni critiche epidemiologiche e successivamente ad eventuale specifico provvedimento, l’inserimento di ulteriori ombrelloni a distanza di m.2.30 nella stessa fila.
  • Tra le dotazioni (sedie-lettini) di un ombrellone e quelle dell’ombrellone contiguo devono sempre essere rispettati almeno 1,50 metri.
  • Sotto gli ombrelloni, o altri sistemi di ombreggio, è fatto obbligo di osservare una distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro. L’obbligo è derogato per i soli membri del medesimo nucleo familiare ovvero conviventi (potrà essere richiesta un’autocertificazione).


DISTANZIAMENTO LETTINI IN SPIAGGIA

  • i lettini posizionati singolarmente sulla spiaggia devono essere collocati orizzontalmente a distanza di almeno mt 2,00 l’uno dall’altro.


ATTIVITA’ RICREATIVE E SPORTIVE

  • Le attività ludico sportive potranno essere svolte solo se consentite dalle normative in vigore e comunque assicurando sempre il prescritto distanziamento sociale.
  • Il titolare dello stabilimento valuterà le modalità corrette per consentire le attività ovvero il divieto delle medesime.
  • Le aree gioco bambini potranno essere allestite e utilizzate solo assicurando la vigilanza al rispetto delle norme di distanziamento in vigore.
  • L’utilizzo delle piscine eventualmente presenti all’interno degli stabilimenti può essere consentito solo in funzione di una limitazione di accessi, di ricambio frequente dell’acqua
  • Per le piscine interne agli stabilimenti è consentito l’ingresso massimo a n.4 persone ogni 10 mq. All’interno della piscina va comunque rispettato il distanziamento.
  • Aree comuni vanno organizzate in modo da rispettare sempre il distanziamento interpersonale
  • Possibilità di derogare temporaneamente da parte dei Comuni al piano spiagge consentendo in via provvisoria l’utilizzo delle aree destinate alle attività ludico-sportive con zone ombreggianti, tavoli, ombrelloni rispettando le distanze sopra indicate) mediante comunicazione al Comune.


PULIZIA E SANIFICAZIONE

  • Pulizia giornaliera delle aree comuni
  • Sanificazione delle attrezzature (ombrelloni, lettini, sdraie etc.) ad ogni cambio di cliente
  • Obbligo di utilizzare le attrezzature con proprio telo da mare
  • Obbligo di dotare i servizi igienici di dispenser con igienizzante all’ingresso
  • Obbligo di pulizia regolare e frequente dei servizi igienici in base ai flussi.
  • L’utilizzo delle docce è preferibile all’aperto (è consigliata la limitazione delle cabine-doccia singole)


FASCE DI SPIAGGIA LIBERA

  • I Comuni possono valutare di assegnare in concessione temporanea le fasce di spiaggia libera di lunghezza massima pari a 25 metri lineari contenute tra due spiagge in concessione ovvero fasce di spiaggia libera confinanti con una singola concessione balneare per un massimo di 12 metri al fine di attrezzarle garantendone il corretto utilizzo in coerenza con le presenti linee guida

 

SERVIZI BAR E RISTORAZIONE

  • Il servizio di bar e ristorante segue le linee guida prescritte per la categoria
  • Potrà essere organizzato un servizio di prenotazione bar o ristorante mediante dispositivi informatici e consegna diretta all’ombrellone.

 

  • I Comuni dovranno garantire l’adozione di misure di mitigazione del rischio analoghe a quelle previste per gli operatori/gestori degli stabilimenti, incluse, in particolare, la regolamentazione degli accessi per evitare assembramenti e garantire il distanziamento sociale; l’informativa e il rispetto delle misure di mitigazione di rischio da parte dei bagnanti; le procedure di pulizia e sanificazione delle eventuali attrezzature promiscue presenti, come i servizi igienici; il controllo del rispetto delle misure da parte dei fruitori delle spiagge.
  • Dovrà essere assicurato il distanziamento fisico in ogni circostanza e la posa di ombrelloni, lettini, sdraie, teli da mare etc. da parte di privati cittadini dovrà rispettare la distanza minima di mt 3,50 da palo a palo per gli ombrelloni e di mt 2,00 tra i lettini, sdraie, teli da mare etc..
  • Il distanziamento fisico può essere derogato per le persone facenti parte del medesimo nucleo familiare o conviventi fornendo apposita documentazione se richiesta

ACCOGLIENZA ALLA RECEPTION

  • Per agevolare le procedure di check-in, si inviteranno gli ospiti a inviare copia del documento e ogni altra richiesta per via telematica, prima di arrivare in hotel. La consegna delle chiavi avverrà al bancone, dove il personale dell’albergo indosserà l’apposita mascherina chirurgica e chiederà il rispetto della distanza di sicurezza.
  • In caso di gruppi la procedura di check in verrà effettuata dal solo capofamiglia o capogruppo.
  • Sarà consigliato tenere le chiavi per tutto il soggiorno, senza riconsegnarle alla reception a ogni spostamento.
  • Inoltre, si preferirà il pagamento con Card contactless, più rapido e sicuro.


PULIZIE IN CAMERA

  • Per assicurare il massimo dell’igiene, potrebbero essere rimossi arredi quali tappeti e cuscini, nonché tutte le decorazioni che non sono facilmente sanificabili.
  • Le pulizie verranno effettuate quotidianamente, con igienizzazione accurata di ogni superficie a rischio.
  • Il personale addetto alle pulizie cambierà i guanti a ogni stanza e, alla fine del soggiorno, ad ogni cambio di cliente le camere verranno sanificate.


PRIMA COLAZIONE E RISTORAZIONE

  • È preferibile che il servizio di somministrazione venga erogato dal personale, munito di attrezzatura adeguata, possibilmente con servizio al tavolo e menu a la carta
  • Il servizio a buffet può essere effettuato solo se può essere garantito il distanziamento ed evitato l’affollamento (ad esempio, con adesivi da attaccare sul pavimento, paline, nastri segnapercorso, etc.).
  • Il ristorante dovrà inevitabilmente subire delle modifiche nell’uso degli spazi. Tra i tavoli dovrà essere rispettata la distanza di almeno un metro tra gli ospiti ad eccezione dei componenti del medesimo nucleo familiare e saranno installati dei dispenser di gel igienizzante per le mani.
  • I camerieri dovranno indossare guanti e mascherine, accortezza che sarà richiesta anche ai clienti nel momento in cui saranno serviti i pasti.
  • Si prediligerà il servizio a tavola rispetto al buffet e, su richiesta, si potrà avere il servizio in camera o il servizio di asporto interno all’hotel.
  • Le tovaglie vanno sostituite ad ogni cambio cliente o in alternativa il coprimacchia.
  • Per quanto riguarda gli altri spazi comuni, saranno adottate tutte le misure di sicurezza ritenute necessarie per garantire il distanziamento sociale prescritto dalle normative vigenti.
  • Saranno fornite al cliente informative in diverse lingue per ricordare il comportamento da adottare, mentre in punti strategici saranno installati dispenser di gel igienizzante.
  • Nelle aree comuni (corridoi, scale, pianerottoli, saloni etc.) tutti gli elementi che vengono a contatto ripetuto con gli ospiti, quali maniglie, maniglioni, pulsantiere etc. devono essere puliti ad intervalli regolari in funzione del livello di utilizzo
  • In ascensore sarà sufficiente rispettare le norme di distanziamento sociale e indossare la mascherina nel breve tragitto che porterà fino alla camera.
  • Il protocollo si applica anche alle strutture extraalberghiere, relativamente ai servizi presenti.

PULIZIA

  • La pulizia dei servizi igienici deve essere garantita utilizzando prodotti idonei abbinando alle procedure di pulizia e sanificazione ordinaria quelle a carattere straordinario.
  • Procedure ordinarie: rimozione residui e detergenza, applicazione della soluzione disinfettante, rispetto dei dosaggi e dei tempi di contatto, risciacquo e asciugatura.
  • Procedure straordinarie: intensificazione della frequenza degli interventi, anche in relazione alla quantità dei flussi, posizionamento dispenser/nebulizzatore con detergenti per la disinfezione lavandino/doccia prima e dopo l’utilizzo all’interno di ogni servizio igienico.

ATTIVITA’ COLLATERALI E DI SVAGO

  • Le attività di svago e di animazione sono sospese o riorganizzate e previste in piccoli gruppi, con spazi ed orari in modo da permettere sempre il distanziamento anche per quanto riguarda i miniclub privilegiando aree all’aperto.
  • Nei negozi e attività commerciali interne alla struttura si devono applicare le misure di distanziamento disposte dalle linee guida specifiche per la categoria incentivando la consegna dei prodotti direttamente presso le piazzole e i bungalow, ordinando da remoto.
  • Le attività sportive a squadre quali beach volley, calcetto, etc.., che non consentono il prescritto distanziamento sociale, sono limitate secondo quanto prescritto dalle normative specifiche in vigore.
  • L’utilizzo delle piscine interne alle strutture ricettive può essere consentito solo in funzione di una limitazione di accessi, di ricambio frequente dell’acqua e di disinfezione, adeguata a prevenire l’esposizione a infezione Covid-19 da parte dei clienti sia nell’area di accesso che all’interno della vasca.
  • L’accesso alla piscina deve essere controllato attraverso un ingresso/uscita con numero contingentato in relazione alla capienza della struttura con una frequenza di 10mq per 4 persone.
  • Tra le persone deve comunque essere sempre garantito il distanziamento di almeno un metro sia fuori che dentro l’acqua.
  • Gli arredi (ombrelloni, lettini, sdraie) a bordo piscina o area solarium, devono essere posizionati in postazioni fisse in maniera tale da garantire il rispetto delle distanze interpersonali. La distanza minima tra i lettini non può essere inferiore ai 2mt.
  • Qualora il gestore ritenga che per le caratteristiche degli impianti e delle attrezzature non possano adottarsi le misure di distanziamento sociale efficacemente, potrà decidere di vietarne l’utilizzo.
  • Le attrezzature come lettini, sdraie, seggiole panche etc…sono giornalmente sottoposte a pulizia e sanificazione.

COMMERCIO

REGOLE PER TUTTI GLI APPARTENENTI AL SETTORE:

Per il cliente

  • Materiale informativo facilmente comprensibile sulle misure di igiene (locandine, cartelli …) da porre sul banco di lavoro e in altre postazioni facilmente accessibili/visibili
  • IN PARTICOLARE: Avvisare il cliente che non può presentarsi in caso di comparsa di sintomatologia febbrile e/o simil-influenzale (tosse, congiuntivite …) o se negli ultimi 14 giorni abbia avuto contatti con soggetti positivi al COVID-19 o sia rientrato da zone a rischio (indicazioni OMS)

Per i lavoratori

  • Informazioni sulle misure adottate tenendo conto anche delle mansioni e dei contesti lavorativi:
  • distanza di sicurezza
  • divieto di assembramento
  • regole di igiene
  • dispositivi di protezione
  • divieto di rimanere sul luogo di lavoro (con obbligo di dichiarazione tempestiva al titolare, o, ove presente, al responsabile della prevenzione) in caso di sintomi influenzali/aumento di temperatura e, in generale, stati di salute per i quali i provvedimenti delle autorità impongono di informare il medico di famiglia e l’autorità sanitaria e di rimanere al proprio domicilio.
  • È consentita l’apertura dei mercati per tutti settori merceologici: alimentari, non alimentari e misti nel rispetto delle condizioni previste dal presente protocollo.
  • Il mercato deve essere organizzato in due aree distinte: settore alimentare e non alimentare; qualora non fosse possibile si devono trovare accorgimenti tecnici perché non vi sia commistione tra banchi alimentari e non alimentari.
  • Al fine della salvaguardia della attività del commercio su aree pubbliche non è previsto alcun decentramento o spostamento o contingentamento delle aree o delle zone dove è localizzato storicamente il mercato ma, in base alle esigenze dipendente dalle misure anticovid,  è fattibile un ampliamento dello stesso mercato nelle zone e vie del territorio comunale contiguo; in alternativa, il comune d’intesa con le associazioni maggiormente rappresentative,  può prevedere  un ampliamento delle fasce orarie  del mercato  al pomeriggio o una suddivisione del mercato in più giornate.


DISTANZA SOCIALE

  • L’operatore commerciale avrà cura di segnare a terra (con nastro colorato o gesso) le misurazioni di distanziamento di metri 1 per la gestione del flusso con la distanza di sicurezza.


CONTINGENTAMENTO

  • apposizione di paletti mobili a catenella che garantiscano l’entrata in un punto e l’uscita nell’altro, inquadrando lo spazio dell’azienda ambulante come spazio che abbia una concentrazione massima di una o due persone alla volta, nel rispetto della distanza sociale di un metro.


CARTELLI

  • Norme anti contagio.


SEPARAZIONE BANCHI

  • non tutte le realtà dove si svolgono mercati hanno a disposizione aree tali da permettere il distanziamento; estendere attraverso l’apposizione di teli antipioggia laterali le pareti laterali del banco o in alternativa composizione del banco al contrario, per garantire una distanza tra operatore ed operatore va dai 2,40 metri ai 3,00 metri.

VENDITA OGGETTI USATI

  • vietato


CARICO E SCARICO

  • Per le attività di carico e scarico della merce e del posizionamento e rimozione del banco, l’operatore dovrà attenersi alla rigorosa distanza di un metro dagli altri commercianti e comunque è tenuto sempre ad indossare i necessari dispositivi di protezione (mascherina, guanti).

GESTIONE DELLA RISTORAZIONE

  • evitare assembramenti di clienti all’ingresso dell’esercizio e all’interno della sala ristorante;
  • se possibile separazione degli accessi di entrata e di uscita;
  • preferiti sistemi di prenotazione telefonica e digitale;
  • dotare direttamente i tavoli dei condimenti necessari possibilmente monodose;
  • non è disponibile l’uso del guardaroba;
  • gli avventori possono continuare ad essere accompagnati al tavolo;
  • i bagni a disposizione dei clienti sono dotati di prodotti igienizzanti per il lavaggio delle mani e riportano dépliant con le raccomandazioni delle Autorità sanitarie;
  • l’accesso ai servizi igienici dovrà avvenire evitando assembramenti pertanto è necessario limitare la presenza di più persone nei servizi igienici con avvisi ben visibili (poster/locandine);
  • si consiglia l’adozione di menu digitali su dispositivi dei clienti o, in alternativa, si procede alla igienizzazione dei menu dopo ogni uso;
  • il personale di sala è dotato di dispositivi di protezione individuale (mascherine o altri dispositivi idonei) e mantiene, nei limiti del possibile, la distanza interpersonale di un metro;
  • gli oggetti utilizzati per un servizio non possono essere messi a disposizione di nuovi clienti senza adeguata igienizzazione o devono essere monouso;
  • i tavoli sono distribuiti assicurando il distanziamento di un metro l’uno dall’altro;nel caso di due o più persone tra loro non conviventi, dovranno essere garantite le distanze al tavolo o, in alternativa, saranno necessari dispositivi di protezione (plexiglass ecc.)
  • si favoriscono sistemi digitali di pagamento direttamente dal tavolo. In ogni caso, alla cassa è posizionata adeguata segnaletica orizzontale per il distanziamento e di protezione;
  • piatti, bicchieri, posate e simili sono lavati in lavastoviglie a temperatura adeguata, in modo che possano essere disinfettati, inclusi gli oggetti che non sono stati utilizzati dai clienti
  • tovaglie, tovaglioli e altri tessuti per la tavola devono essere messi in specifici sacchi per la lavanderia e il lavaggio deve assicurare la rimozione di agenti patogeni;
  • Ciascun tavolo è servito possibilmente dallo stesso addetto (o più addetti secondo il n. di clienti al tavolo) per la durata dell’intero servizio;

 

GESTIONE SERVIZIO BAR

  • sistemi di contingentamento degli ingressi volti a evitare assembramenti;
  • ove possibile, separazione degli accessi di entrata e di uscita;
  • all’ingresso dispenser con gel igienizzanti per la pulizia delle mani dei clienti;
  • si evita l’uso di appendiabiti comuni;
  • il servizio al banco assicura il distanziamento interpersonale di un metro;
  • davanti al banco e alla cassa è posizionata idonea segnaletica orizzontale per favorire il distanziamento interpersonale;
  • è adottato un modello di servizio che favorisce la riduzione degli spostamenti della clientela all’interno dell’esercizio;
  • l’accesso ai servizi igienici dovrà avvenire evitando assembramenti;
  • i bagni a disposizione dei clienti sono dotati di prodotti igienizzanti per il lavaggio delle mani e riportano dépliant con le raccomandazioni delle autorità sanitarie;
  • il personale è dotato di dispositivi di protezione individuale (mascherine) e mantiene, nei limiti del possibile, la distanza interpersonale di un metro;
  • sul banco è bene favorire la messa a disposizione di prodotti monouso;
  • si favoriscono sistemi digitali di pagamento;
  • si consiglia, ove possibile, la predisposizione di barriere fisiche (es. barriere in plexiglas) nelle zone dove vi è una maggiore interazione con il pubblico (es. in prossimità dei registratori di cassa);
  • si incentiva l’uso del take away e del delivery;
  • piatti, bicchieri, posate e simili sono lavati in lavastoviglie a temperatura adeguata, in modo che possano essere disinfettati, inclusi gli oggetti che non sono stati utilizzati dai clienti
  • tovaglie, tovaglioli e altri tessuti per la tavola devono essere messi in sacchi per la lavanderia specifici e il lavaggio deve assicurare la rimozione di agenti patogeni;

 

GESTIONE SERVIZIO A DOMICILIO

  • I trasportatori sono tenuti ad indossare i DPI richiesti (mascherina protettiva e guanti monouso) ed hanno a disposizione, sul mezzo di trasporto, soluzione disinfettante per le mani;
  • la consegna avviene con modalità che escludono o limitano il contatto con i clienti: i trasportatori non possono entrare nel domicilio, il cibo deve essere lasciato sull’uscio;
  • sono favoriti sistemi di pagamento elettronici. Se il pagamento viene effettuato in contante o POS portatile, l’operatore provvede alla disinfezione delle mani e del POS al termine dell’operazione. Inoltre, in accordo con il cliente, il pagamento tramite contanti avviene senza contatto diretto: il contante verrà lasciato sull’uscio della porta dell’avventore e l’operatore, una volta verificato il pagamento, lascia il cibo e l’eventuale resto e si allontana prima che il cliente apra la porta.

 

GESTIONE SERVIZIO ASPORTO

  • All’atto della consegna i lavoratori e i clienti sono tenuti ad indossare i DPI richiesti (mascherina protettiva e guanti monouso);
  • verranno assicurate modalità che escludono o limitano il contatto con i clienti che non possono entrare nell’esercizio, la consegna sarà eseguita sull’uscio del locale;
  • sono favoriti sistemi di pagamento elettronici. Se il pagamento viene effettuato in contante o POS portatile, l’operatore provvede alla disinfezione delle mani e del POS al termine dell’operazione. Inoltre, se il pagamento avviene tramite contanti, si eviteranno contatti diretti: il contante verrà lasciato dal cliente in un apposito contenitore messo a disposizione dall’esercente, l’operatore, una volta verificato il pagamento, consegnerà il cibo e l’eventuale resto in una contenitore a parte

 

GESTIONE CATERING E BANQUETING

  • Rimodulazione degli spazi
  • Personale con dispositivi di protezione individuale, qualora non sia possibile la distanza interpersonale di un metro;
  • Prodotti igienizzanti per la pulizia delle mani;
  • Utilizzo, ove possibile, di materiale monouso (bio e compostabile);
  • sanificazione del materiale utilizzato per la produzione e il servizio;
  • Mezzi di trasporto dedicati esclusivamente al trasporto alimenti e altri esclusivamente al trasporto del materiale di ritorno da sanificare. Il camion frigorifero potrà trasportare i contenitori del cibo al rientro dal servizio e verrà in tal caso igienizzato successivamente.
  • Favorire il servizio di take-away
  • buffet, prima del consumo, protetti da schermi o teli trasparenti;
  • sistemi di segnalazione delle distanze interpersonali da predisporre a cura delle sedi ospitanti;
  • Pinze, cucchiai, mestoli e altri utensili a disposizione degli ospiti vanno sostituiti con frequenza e lasciati in contenitori separati, al fine di evitare il più possibile il contatto diretto tra le mani degli ospiti e il cibo;
  • creazione di percorsi divisi per accesso ed uscita alle aree buffet ideati e predisposti a cura delle sedi ospitanti;
  • non viene effettuato il servizio a giro braccio;
  • distanziamento di un metro tra tavoli per garantire la distanza interpersonale;
  • servizio esclusivamente al piatto (no vassoi);
  • servizio esclusivamente al tavolo e quindi no aperitivi.

COMPORTAMENTO DENTRO IL NEGOZIO

  • Distanziamento interpersonale almeno di un metro in tutte le attività e le loro fasi
  • Accessi regolamentati e scaglionati secondo le seguenti modalità:
    • attraverso ampliamenti delle fasce orarie che possono essere prolungati fino alle ore 21;
    • per locali fino a quaranta metri quadrati può accedere una persona alla volta, oltre a un massimo di due operatori;
    • per locali di dimensioni superiori a quaranta metri quadrati l’accesso è regolamentato in funzione degli spazi disponibili, differenziando, ove possibile, i percorsi di entrata e di uscita;
    • Utilizzo di mascherine sia da parte degli addetti alla vendita sia da parte dei clienti anche;
  • Disponibilità e accessibilità di dispenser in particolare all’ingresso, vicino ai camerini, alle casse, ai sistemi di pagamento, tastiere e schermi touch
  • Per quanto riguarda la prova dei vestiti, calzature e accessori:
    • cliente e addetto alle vendite procedono sempre a lavarsi le mani con sostanza idroalcolica disinfettante;
    • mantengono la distanza interpersonale anche con altri clienti;
    • utilizzo obbligatorio delle mascherine;
    • contingentamento delle cabine di prova.


MODALITA’ ACCESSO FORNITORI ESTERNI

  • Per l’accesso di fornitori esterni vengono individuate procedure di ingresso, transito e uscita, mediante modalità, percorsi e tempistiche predefinite, al fine di ridurre le occasioni di contatto con il personale in forza nei reparti, uffici coinvolti
  • Favorire sistemi di pagamento elettronici e dotare l’addetto di disinfettante per le mani e prodotti per la pulizia dei POS dopo ogni utilizzo;
  • Controllare il rispetto del numero massimo ammesso nel rispetto delle misure di distanziamento;
  • Prevedere solo se compatibile con il locale e la sua localizzazione, di installare e o individuare servizi igienici dedicati; è vietato l’utilizzo di quelli del personale dipendente. In ogni caso è da garantire una pulizia costante in base a quanto previsto dal protocollo.
  • Va ridotto, per quanto possibile, l’accesso ai visitatori
  • Gli ordinativi dei prodotti ai fornitori sono effettuati per telefono, e-mail o altri dispositivi, privilegiando la trasmissione telematica di documenti;
  • Regolare gli accessi nel locale dei fornitori/corrieri possibilmente in orari di non apertura al pubblico;
  • Nelle attività di consegna, carico e scarico, il trasportatore, corriere o fornitore lascia preferibilmente la merce all’esterno in prossimità dell’ingresso. Eventuale scambio di materiali/documenti dovrà avvenire nel rispetto della distanza di sicurezza (almeno un metro), indossando dispositivi di protezione (mascherine e guanti).


PULIZIA E SANIFICAZIONE

  • pulizia giornaliera e la sanificazione periodica dei locali;
  • pulizia e sanificazione a fine turno delle superfici di contatto comuni, delle attrezzature/strumentazioni di lavoro;
  • servizi igienici con materiali usa e getta e un numero adeguato di cesti per i rifiuti;
  • costante ricambio di aria naturale dei locali;
  • sanificazione straordinaria degli ambienti, delle postazioni di lavoro e delle aree comuni aklla riapertura;
  • impianti di ventilazione meccanica controllata attivi nelle 24 ore per tutti i giorni della settimana. Le prese e le griglie di ventilazione pulite con panni puliti in microfibra, inumiditi con acqua e sapone o con alcool etilico maggiore al 70%;
  • no funzione di ricircolo dell’aria condizionata.

Queste disposizioni valgono per tutte le attività che sono collocate all’interno del centro commerciale.

PARCHEGGI

  • Segnalazione dei percorsi e dei varchi dedicati di ingresso e di uscita al centro commerciale con relativa segnaletica orizzontale e verticale.
  • Particolare attenzione verrà data alla gestione dei parcheggi interrati e/o multipiano prevedendo appositi percorsi sicuri che dovranno essere indicati con manifesti anche multilingue ai clienti consumatori.


INGRESSI E USCITE

  • Organizzazione dei varchi di accesso agli spazi commerciali in modo da garantire una distribuzione ottimale dei flussi in entrata e in uscita.
  • Eventuale riduzione, in base alla configurazione della struttura commerciale e/o open mall e/o outlet, delle porte di accesso per consentire la presenza di guardie di sicurezza su ciascuna porta. L’ingresso verrà dotato di dispenser con soluzioni idroalcoliche.
  • Al fine di rispettare le norme di sicurezza antincendio, queste porte “temporaneamente chiuse” per gli ingressi non saranno bloccate così da poter essere utilizzate in caso di evacuazione al fine di rispettare le norme di sicurezza come imposto dal piano di emergenza ed evacuazione di cui ogni struttura è dotata.
  • Obbligo per i clienti di indossare le mascherine per potere accedere all’interno del centro commerciale e/o degli open mall e/o degli outlet, in questo caso non sarà permesso l’ingresso.
  • Obbligo per i clienti di essere sottoposti, se ritenuto necessario dalla azienda , alla misura della temperatura corporea (attraverso scanner manuale o altre tecnologie predisposti dalla società di gestione) che dovrà risultare inferiore ai 37,5 gradi, e/o comunque a quella stabiliti da organi ed autorità competenti. In caso di temperatura superiore a quella normativamente prevista, non sarà permesso l’ingresso nella struttura commerciale e/o degli open mall e/o degli outlet
  • Filtro su ingressi autorizzati con conteggio dei flussi per garantire il distanziamento sociale e il numero di ingressi massimi autorizzati
  • Conteggio dei flussi in entrata e in uscita garantendo il rispetto della soglia massima “autorizzata”; allo stesso modo andranno monitorati gli accessi alle superfici alimentari e, più in generale, agli esercizi commerciali presenti.
  • Nel rispetto del diritto della privacy, possibilità di visualizzare, spesso attraverso monitor o altre applicazioni già esistenti, il numero medio dei visitatori presenti
  • Predisporre percorsi interni ed esterni obbligati


SERVIZI IGIENICI, ASCENSORI, CHIOSCHI, RAMPE E SCALE MOBILI

  • Sarà fissato un numero massimo di presenze contemporanee all’interno dei bagni (comunicato con appositi pannelli informativi all’esterno) che sarà controllato periodicamente dal personale di sicurezza preposto.
  • Ove possibile, gli ascensori saranno dedicati solo ai clienti con disabilità motoria (comunicato con appositi pannelli informativi all’esterno) che sarà controllato periodicamente dal personale di sicurezza preposto.
  • Le rampe e le scale mobili saranno dotati di segnaletica indicante il distanziamento di un metro.
  • I chioschi saranno gestiti dall’operatore garantendo il rispetto delle normative relative alla sanificazione e distanziamento sociale

Rimandiamo all’articolo dedicato (clicca qui).

  • Utilizzo di soprascarpe monouso;
  • Utilizzo di camici e teli monouso o lavaggio giornaliero degli indumenti e teli ad alta temperatura (60-90°) con prodotti igienizzanti;
  • Accurata detersione/sanificazione dei lettini con ipoclorito di sodio-candeggina (diluizione dello 0,1% in cloro attivo) o alcool denaturato (almeno 70%), ed arieggiamento della cabina dopo ogni trattamento.
  • Ricevimento clienti esclusivamente per appuntamento, contingentando gli ingressi ed evitando ogni ipotesi di assembramento (tra un appuntamento ed un altro almeno 20 minuti per permettere la sanificazione e ventilazione dell’ambiente e degli strumenti);
  • Sterilizzazione di attrezzi per mezzo di autoclave o altri metodi di sterilizzazione equivalenti;
  • Confezionamento degli attrezzi stessi come avviene per la categoria medica dei dentisti;
  • Sanificazione (secondo modalità Circolare ministeriale n. 5443 del 22/2/20 “Pulizia di ambienti non sanitari”) ad ogni ingresso/servizio di: mobilio, lettini, pavimenti e macchinari al fine di preservare la clientela da agenti patogeni;
  • Utilizzo da parte del personale di guanti usa e getta e mascherine a presidio medico;
  • Utilizzo in via prioritaria di biancheria e presidi monouso: tappetini, mutandine, cuffie, fasce, cartene, lenzuolini pantaloni in cartene o tnt, asciugamani, accappatoi (questi due ultimi in tnt, quindi usa e getta); se si usano materiali in cotone, lavaggio con detergente e acqua ad alte temperature (60-90°).


ORARIO E TURNI DI LAVORO

  • orario previsto dalle 8 alle 21.30;
  • possibilità di svolgere il lavoro anche nei giorni i festivi;
  • facoltà di organizzare il lavoro con il sistema della turnazione
  • orari scaglionati di entrata/uscita dei dipendenti al fine di evitare nei limiti del possibile, assembramenti sui mezzi pubblici di trasporto ed all’entrata/uscita dalla sede operativa.
  • L’attività deve essere svolta con la presenza all’interno dei locali da sgombrare di una sola persona (titolare, collaboratore familiare, o da un socio partecipante).
  • La presenza di più di una persona è consentita solo nel caso di convivente
  • Assicurare il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale tra lavoratore e cliente.
  • Fare uso obbligatorio dei guanti monouso e della mascherina chirurgica del lavoratore e curare scrupolosamente l’igiene delle mani (lavaggio con acqua e sapone e uso di soluzione/gel disinfettante, anche preparato secondo ricetta OMS): In alternativa alla mascherina è possibile l’utilizzo di strumentazioni idonee allo scopo come ad esempio visiere protettive;
  • I dispositivi di protezione vanno indossati sempre durante lo svolgimento del lavoro e anche durante la presenza del locale e o ufficio.
  • I titolari,  dipendenti e i collaboratori, anche occasionali, dovranno essere forniti di un tesserino di riconoscimento esposto e visibile in modo che i clienti possano avere punti di riferimento immediatamente visibili;
  • Gli ordinativi dei prodotti e del materiale da utilizzare per l’attività  sono effettuati per telefono, e-mail o altri dispositivi, privilegiando la trasmissione telematica di documenti;
  • l’igiene delle mani implica un lavaggio frequente e accurato;
  • per igiene respiratoria si intende il comportamento da tenere quando si tossisce o starnutisce. L’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda di coprirsi la bocca con il gomito o, preferibilmente, con un fazzoletto monouso (che deve essere poi immediatamente gettato).
  • sono favoriti sistemi di pagamento elettronici. Se il pagamento viene effettuato in contante o POS portatile, l’operatore provvede alla disinfezione delle mani e del POS al termine dell’operazione. Inoltre, in accordo con il cliente, il pagamento tramite contanti avviene senza contatto diretto: il contante verrà lasciato sull’uscio della porta dell’avventore e l’operatore, una volta verificato il pagamento si allontana prima che il cliente apra la porta.
  • Il trasporto del materiale di sgombero con mezzi di traporto avviene di norma con una sola persona a bordo fatto salvo il caso in cui il mezzo consenta di distanziamento sociale.

Ricordiamo infine che, anche se le indicazioni riportate nei vari protocolli sono di tipo pratico, è necessario preparare e tenere a disposizione tutta la documentazione che descrive come ci siamo organizzati in Azienda per eseguire quanto richiesto da normative e ordinanze.

A titolo di esempio quindi, non è sufficiente stampare il testo dei protocolli condivisi o di quelli del settore, bisogna creare il proprio protocollo interno che viene sviluppato sulla base di quelli condivisi e di settore, perchè ogni attività ha le sue caratteristiche e quindi le disposizioni comuni vanno poi rese su misura.

Come sempre siamo a disposizione per qualunque informazione, oltre che per supportare le Aziende del territorio in tutte le fasi di riorganizzazione e messa a punto dei preparativi per la riapertura.

Parrucchieri e centri estetici: nelle Marche si riparte così

Parrucchieri e centri estetici: nelle Marche si riparte così

 

Le simulazioni svolte venerdì 08 maggio ad Ancona, per valutare la fattibilità dei protocolli di sicurezza per parrucchieri e centri estetici, hanno dato esito positivo.

Siamo in attesa dei testi definitivi, ma possiamo già ora scoprire quali regole consentiranno a queste attività di riaprire probabilmente già il 18 maggio.

PROTOCOLLO PARRUCCHIERI E CENTRI ESTETICI: MISURE GENERALI

  • potranno essere serviti solo clienti non a rischio e solo su appuntamento
  • gel igienizzanti e locandine informative dovranno essere a disposizione
  • ogni operatore potrà servire un solo cliente per volta
  • gli operatori dovranno indossare mascherine, guanti e visiera
  • utensili, superfici e locali dovranno essere regolarmente sanificati
  • il personale dovrà ricevere l’opportuna formazione
  • l’orario di apertura va dalle 08:00 alle 21:30
  • possibilità di apertura anche nei giorni festivi

Inoltre, per i parrucchieri:

  • gli spazi saranno delimitati con nastro adesivo sul pavimento per distanze di almeno 1,8 metri
  • le postazioni saranno distanziate o separate con appositi pannelli
  • ogni operatore può gestire un massimo di 2 clienti

Inoltre, per i centri estetici:

  • i teli devono essere monouso, gli operatori devono indossare anche camici e copriscarpe monouso
  • lettini e cabine vanno sanificati dopo ogni utilizzo
  • attrezzi e utensili vanno sterilizzati e confezionati
  • gli appuntamenti consecutivi devono avere una pausa di 20 minuti per svolgere le operazioni di sanificazione

Ricordiamo infine che, anche se le indicazioni riportate nei vari protocolli sono di tipo pratico, è necessario preparare e tenere a disposizione tutta la documentazione che descrive come ci siamo organizzati in Azienda per eseguire quanto richiesto da normative e ordinanze.

A titolo di esempio quindi, non è sufficiente stampare il testo dei protocolli condivisi o di quelli del settore, bisogna creare il proprio protocollo interno che viene sviluppato sulla base di quelli condivisi e di settore, perchè ogni attività ha le sue caratteristiche e quindi le disposizioni comuni vanno poi rese su misura.

Come sempre siamo a disposizione per qualunque informazione, oltre che per supportare le Aziende del territorio in tutte le fasi di riorganizzazione e messa a punto dei preparativi per la riapertura.

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