Ristorazione post virus COVID-19: sfida e opportunità

Ristorazione post virus COVID-19: sfida e opportunità

 

Il 2020 ha proposto uno scenario impensabile ed imprevedibile, che ci ha coinvolto (e ci coinvolgerà) tutti sia nel privato, che nel sociale, che sul lavoro.

Tra i settori più colpiti da questa emergenza terribile c’è proprio la ristorazione, una delle anime della nostra economia nazionale e ritenuto tradizionalmente “incrollabile”. L’emergenza contagio e le contromisure adottate hanno messo tutti gli operatori del settore di fronte ad uno stallo imprevedibile.

RISTORAZIONE POST VIRUS: LE CRITICITA’

  • Oltre al blocco totale di queste settimane, è probabile che le misure preventive rimarranno in vigore per un periodo medio-lungo. Inoltre alcune di esse entreranno a far parte delle abitudini da adottare in modo permanente.
  • La situazione attuale lascerà un segno in molte persone. I consumatori quindi, probabilmente saranno cauti e diffidenti nei confronti degli ambienti affollati, almeno per un certo periodo.
  • Lo smart working adottato da tante aziende per necessità, verrà integrato sempre più tra le normali prassi lavorative. Questo determinerà un minor numero di lavoratori che si allontanano da casa e consumano il pasto nei pressi della sede lavorativa.
  • I meeting e le conferenze online prenderanno sempre più piede, portando ad una diminuzione della clientela business.

RISTORAZIONE POST VIRUS: LE OPPORTUNITA’

  • Sulla base delle premesse nel punto precedente, sicuramente il servizio di consegna a domicilio diventa un’opzione da non sottovalutare. Tralasciando il fatto che è l’unica possibilità per rimanere attivamente sul mercato in queste settimane, il servizio delivery viene apprezzato da un numero di consumatori sempre crescente.
    Occorre però ricordare che questa soluzione non si adatta con la stessa facilità a tutti i tipi di cucina. Richiede poi una serie di accortezze tecniche come la predisposizione di un apposito menù, la pianificazione delle tempistiche tra la fase di ordine e quella di consegna, l’inclusione di controlli aggiuntivi per garantire la sicurezza dei prodotti in fase di trasporto, ecc.
    Riconvertirsi completamente o integrare le consegne al servizio in sala non è un’impresa semplice, e per molte attività potrebbe non essere una strada percorribile. 
  • E’ probabile che questa situazione porti ad una spinta verso il salutare e sostenibile. La rapida diffusione nel mondo del virus è figlia della globalizzazione e della vita moderna. Inoltre abbiamo tutti riflettuto sugli impatti ambientali positivi derivati dal lockdown. La spinta green era già presente, ma pasti gustosi e salutari, che parlano del territorio e di una vita più “lenta” e “naturale” potrebbero essere premiati sempre di più dal consumatore.
  • Sulla stessa scia un trend positivo dovrebbe esserci per le attività di ristorazione non classiche.
    Agriturismi, country house e home restaurant possono coniugare la buona cucina con un ambiente accogliente ma non affollato.

Ovviamente, questo non significa che le attività di ristorazione classiche sono destinate a sparire: tutti abbiamo voglia di normalità.
Una volta finita la quarantena il desiderio di uscire si tradurrà sicuramente anche in aperitivi, pranzi e cene fuori, sebbene con prudenza.

I locali che già da prima lavoravano bene si riprenderanno abbastanza bene fin da subito con ogni probabilità. Il problema riguarderà sopratutto chi lavora prevalentemente con i turisti, dato che difficilmente la stagione estiva 2020 avrà il numero di presenze previsto tanto nelle città quanto nelle località di mare o montagna.

PER CONCLUDERE

Questo periodo di sospensione forzata deve essere vissuto come occasione di analisi e valutazione per il futuro.
Molte attività che già faticavano prima dell’emergenza hanno la possibilità di mettersi in discussione e pianificare un rilancio.
Rivedere l’organizzazione interna, snellire la gestione, valutare attentamente il bisogno di risorse umane, fare un restyling dell’offerta e studiare nuove strategie di comunicazione con la clientela.
Inoltre, certamente si apriranno delle possibilità di accesso a credito e liquidità per investire sulla propria attività tramite bandi ed altri percorsi.

Sicuramente l’emergenza Coronavirus porterà alla luce le qualità dei veri imprenditori, sia del settore food che di tutte le attività di supporto e consulenza che dovranno affiancarli nel futuro, perchè in momenti come questi c’è bisogno di risultati e non solo di promesse.

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